Assicurazione auto: domande e risposte

Quando viene riconosciuta la continuità assicurativa e quando no?

Quando si sottoscrive una polizza assicurativa per la propria auto, bisogna prestare attenzione a tutte le clausole che la compagnia assicurativa inserisce nel contratto. Di queste, alcune sono lasciate alla discrezionalità dell'azienda mentre altre rispondono a un preciso obbligo di legge. Nel primo caso, la compagnia assicurativa potrà ad esempio richiedere, in base alla storia assicurativa del contraente, alcune clausole specifiche a maggior tutela di entrambe le parti; nel secondo caso, invece, alcune norme di legge prevedono alcune indicazioni specifiche che non possono mai mancare all'interno di una polizza assicurativa: è il caso della clausola di continuità assicurativa.

In cosa consiste nello specifico questa clausola? Questa norma, come anticipato, risponde ad un determinato obbligo di legge e rappresenta una vera e propria estensione della tutela della polizza assicurativa. La clausolo di continuità si applica nel caso di rinnovo della polizza di assicurazione con la stessa compagnia ed ha una durata di 15 giorni dal momento in cui scade la precedente polizza. Il funzionamento di questa clausola di continuità assicurativa è molto semplice e consiste nella garanzia della copertura assicurativa da parte della compagnia di assicurazione nel caso avvenga un sinistro nei successivi 15 giorni dopo la scadenza della polizza che viene comunque rinnovata da parte dell'assicurato. Spieghiamoci meglio con un esempio. Il 12 giugno scade il premio di assicurazione relativo alla copertura del nostro veicolo. Da questa data decorre il termine di 15 giorni che fornisce garanzia della nostra continuità assicurativa. Il 20 giugno siamo coinvolti in un sinistro per il quale è presumibile una nostra responsabilità nel danno provocato all'altro veicolo o a persone. Il 22 giugno, quindi entro il termine di 15 giorni, provvediamo al rinnovo della polizza assicurativa con la stessa compagnia di assicurazione e al pagamento del premio dovuto. In questo caso, la compagnia assicurativa è tenuta al pagamento del risarcimento del sinistro, anche se il pagamento del premio è avvenuto dopo la scadenza della polizza ma entro il successivo termine di 15 giorni. Diverso è il caso in cui il premio venga pagato dall'assicurato decorso il termine di 15 giorni. In tal caso, infatti, la compagnia di assicurazione non risponderà dei sinistri che sono avvenuti dal momento successivo alla scadenza del premio, per cui il risarcimento del danno è totalmente a carico dell'assicurato. Ovviamente la copertura sarà valida per tutti i danni, a persone o cose, avvenuti dopo la sottoscrizione della nuova polizza e al pagamento del relativo premio. Ulteriore ipotesi è quella relativa a eventuali controlli che dovessero essere effettuati da parte delle Forze dell'Ordine. In questi casi, infatti, se ci troviamo nell'arco temporale di 15 giorni dettati dalla clausola di continuità assicurativa, e la Polizia Stradale dovesse fermarci a bordo del nostro veicolo per un controllo di routine l'unica cosa che potrebbe contestarci è la mancanza a bordo del veicolo del certificato di assicurazione mentre non potrebbe contestare la mancanza di copertura assicurativa in quanto la stessa è garantita dalla clausola ci copertura assicurativa.

Si tratta indubbiamente di una norma di grande valore che, prescindendo dall'intervento diretto della compagnia assicurativa e dalla copertura garantita all'assicurato che regolarizza la sua situazione nel termine più volte indicato, rappresenta una enorme tutela per le persone terze che dovessero trovarsi coinvolte in un eventuale sinistro. La clausola di continuità assicurativa non deve essere assolutamente confusa con la validità dell'attestato di rischio che è un documento di natura completamente diversa. Con esso infatti si ricostruisce la storia del contraente dal punto di vista assicurativo, con gli eventuali sinistri nei quali è stato coinvolto con o senza colpa, e che permette di attribuire la classe di merito che determinerà anche l'importo del premio da versare. Nel caso in cui la polizza non venga rinnovata per cause come rottura del veicolo o rottamazione, l'attestato di rischio resta valido per 5 anni e potrà essere utilizzato per sottoscrivere una nuova polizza assicurativa con la stessa classe di merito che si aveva in precedenza

 

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